Abbiamo intervistato il neosindaco Stefano Diperna, per il quale riportiamo di seguito una breve biografia.
Stefano Diperna, nato a Mola di Bari nel 1959. È laureato in Scienze politiche (indirizzo politico- amministrativo). Iscritto all’MSI dal 1973. Dopo la “svolta di Fiuggi” aderisce ad Alleanza Nazionale (1994), poi diventato PDL in seguito alla fusione con Forza Italia (2008). È stato vice- sindaco nella giunta Maggi dal 1993 al 1996, poi consigliere comunale fino al 2010. È stato consigliere provinciale all’opposizione dal 2004 al 2009, quando viene rieletto e nominato assessore provinciale all’edilizia scolastica da Schittulli.
Si aspettava di vincere in maniera così netta senza prima passare dal ballottaggio?
Diciamo che si percepiva un po’ l’umore della cittadinanza. Nel corso dei consigli comunali, io mi ero permesso di sottolineare come questo disagio da parte della città cresceva ed evidenziavo una serie di problemi, quindi un po’ eravamo consapevoli di questo malessere che, tuttavia, non era misurabile quindi da un lato si percepiva che c’erano buone possibilità di vincere ma, allo stesso tempo, sapevamo che sei candidati avrebbero portato ad una certa dispersione dei voti.
Come giudica l’operato che ha caratterizzato l’ultima amministrazione comunale?
Non possiamo certo dire che Berlen, come sindaco, non abbia lavorato per la città, però quella che è venuta meno, secondo me, è stata proprio la partecipazione: l’apporto delle forze politiche e dei collaboratori è stato praticamente pari a zero. La gente non ha considerato soddisfacente il suo lavoro perché è stato il lavoro di una persona rispetto a quello che dovevano fare più soggetti. Il fatto stesso che siano arrivati alle elezioni in maniera divisa sta ad indicare un non gradimento da parte delle altre forza politiche che alla fine hanno cercato addirittura di prendere le distanze dall’amministrazione uscente e che durante la campagna elettorale hanno utilizzato toni molto più aspri rispetto a noi che, ovviamente, siamo stati critici ma la nostra è stata una critica politica, naturale, perché ci siamo proposti come alternativa alla coalizione uscente e ci siamo mantenuti fuori dalle polemiche.
Quali sono stati i rapporti fra maggioranza e opposizione negli ultimi cinque anni?
I rapporti sono sempre stati assolutamente cordiali, leali, di confronto politico e ci auguriamo che si continui su questa strada. Lo stesso sindaco, in campagna elettorale, dichiarava che quasi tutti i provvedimenti di natura complessa sono stati approvati all’unanimità, questo perché il senso di responsabilità è stato tale per cui non abbiamo mai privilegiato il conflitto o la contrapposizione bensì l’interesse per la cittadinanza.
Quali sono gli impegni prioritari che vi siete presi con la cittadinanza e che quindi porterete avanti nei prossimi cinque anni?
Nei primi 180 giorni vogliamo attivare una serie di iniziative urgenti. Ci siamo impegnati a pubblicare il bando per l’assegnazione dei lotti alle cooperative perché è una cosa che va avanti addirittura dalla scorsa campagna elettorale. Interverremo quasi immediatamente sul settore dell’edilizia scolastica che continueremo a tenere sotto controllo per i prossimi cinque anni per far sì che la manutenzione ordinaria sulle scuole diventi una vera e propria regola. Fra le priorità dei primi 180 giorni ci sono anche l’urbanizzazione di un quartiere dove le strade sono ancora in terra battuta, il rifacimento di alcune strade ed il recupero della chiesa situata all’interno del cimitero e l’avvio dei lavori per il completamente della nuova cimiteriale che abbiamo iniziato da tantissimi anni e che, ad oggi, non ha registrato ancora nessun intervento. Queste sono le cose più urgenti ma non trascureremo la situazione di via Carlo d’Angiò, che sta chiusa da un anno e mezzo. È chiaro che, non avendo preso ancora le consegne, non conosciamo lo stato delle nostre finanze quindi stiamo parlando in termini di idee, di volontà. Speriamo di trovare una situazione finanziaria che ci permetta di cominciare da subito con questi interventi senza ulteriori indugi. Pensiamo poi ad attività che guardino con molta attenzione allo sviluppo economico, quindi vedremo di dare quella spinta decisiva all’area artigianale e industriale. Sono tutte problematiche che intendiamo affrontare con la più assoluta determinazione.
NELLA SECONDA PARTE La questione ambientale e la nuova squadra di governo...
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