Sabato 19 Maggio 2012
   
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INTERVISTA A NARDULLI, CANDIDATO SINDACO

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Le va di presentarsi ai lettori di Molaweb?

Sono nato il 4 gennaio del ’49. Ho iniziato ad occuparmi di politica all’età di 14 anni, nel 1963, quando è stata aperta  a Mola la sede della Giovane Italia, in via Di Vagno. Ho continuato  a far politica stando sempre da una parte. Questa volta, invece, ho voluto fare una lista civica al di fuori degli schieramenti nazionali, i cui componenti provengono da estrazioni diverse, anche da sinistra, una  lista che non è solo di una parte politica  ma che comprende tutti i cittadini al di là delle ideologie. Io ritengo che la politica debba essere al servizio dei cittadini e non viceversa. Il nostro programma si contraddistingue  per i contenuti e perchè al suo interno sono spiegati in maniera dettagliata i vari punti. In appendice ho messo un crono programma che prevede, oltre ai progetti, le loro modalità e i tempi di realizzazione. Questo rappresenta sicuramente una novità. Inoltre, durante la conferenza promossa da Città nostra, ho annunciato che, una volta eletto sindaco, devolverò l’intero stipendio, convertito in prodotti di prima necessità, alle famiglie più bisognose. In questi sei mesi ci siamo dedicati a varie iniziative che vanno verso il sociale, penso alla Befana tricolore, quando abbiamo distribuito dei pacchi contenenti generi alimentari alle famiglie bisognose. Inoltre, abbiamo fatto una manifestazione di arte estemporanea graffitara nella piazza antistante la stazione: i quadri prodotti sono stati venduti attraverso un’asta pubblica e abbiamo devoluto il ricavato ai cittadini meno abbienti.

Quali sono, a suo avviso, gli elementi critici e quelli positivi che hanno caratterizzato l’operato dell’ultima amministrazione comunale?

È più facile dire quelli critici: l’elenco sarebbe lunghissimo ma basta girare per Mola per rendersi conto dello stato in cui versa questo paese, penso alle strade, alle aiuole, ai giardini ed all’assenza totale da parte dell’amministrazione. Quando ero ragazzino, Mola era chiamata “la conca d’oro”, ora invece è solo un paese di periferia, un dormitorio, un paese dove non si sono creati posti di lavoro, dove la gente deve emigrare all’estero o, nella migliore delle ipotesi, al nord Italia per poter lavorare, un paese che per 14 km di costa non ha una spiaggia pubblica; un paese dove il turista, una volta arrivato, non sa cosa fare ed è costretto ad andarsene dopo cinque minuti, un paese ridotto ad uno stato comatoso.

Quali sono i punti fondamentali del vostro programma?

I punti del nostro programma sono tutti fondamentali ma, fra le prime proposte che mi vengono in mente, ci sono quelle che abbiamo discusso durante un convegno sulla casa  organizzato al castello angioino, e che sono un punto cardine del nostro programma perchè noi diciamo che qui a Mola si vendono case di 80- 100 m a dei prezzi esorbitanti, 250- 300 mila euro. Riteniamo che un appartamento medio  dove può tranquillamente vivere un piccolo nucleo familiare  può essere costruito con una cifra che va dai 65 ai 75 mila euro, chiaramente su un terreno che dovrebbe essere messo a disposizione dal comune. I cittadini meno abbienti potrebbero accedere ad una graduatoria  ed in seguito all’acquisizione dell’appartamento pagando un quinto del loro stipendio fino al pagamento dell’ultima rata. Altro punto importante è la costruzione di una piattaforma commerciale per valorizzare i prodotti locali, come quelli agricoli: Mola è famosa per avere delle colture interessanti che però non possono essere vendute nel nostro paese.

Nell’ultimo periodo si parla con insistenza della costruzione di una centrale nucleare sul territorio molese. Voi avete preso posizione su questo?

Noi non abbiamo preso posizione su questo argomento perché pensiamo che sia più un fatto propagandistico che reale, inoltre bisognerebbe fare delle disquisizioni molto profonde. Certamente è un problema che va discusso e approfondito, vanno valutati i rischi e i vantaggi di questa cosa e naturalmente io penso che queste decisioni non  debbano essere prese dal consiglio comunale ma dai cittadini attraverso un referendum.

Secondo voi cosa bisognerebbe fare per risolvere definitivamente il problema della discarica di contrada Martucci?

La discarica Martucci va chiusa ma, soprattutto, bonificata con le ultime tecnologie.

Lei è stato consigliere comunale negli anni ottanta. Rispetto ad allora cosa è cambiato nel rapporto fra i cittadini e la politica?

È cambiato tutto perchè prima c’era un contatto reale con la gente: in quel periodo si aveva un’idea della politica diversa rispetto a quella che molti hanno oggi. Prima la politica veniva vista come una derivazione delle proprie idee; oggi invece si fa politica non perchè si crede in certe cose ma perché attraverso la politica uno vuole sistemare i fatti propri. Questa è la differenza sostanziale fra il modo in cui è intesa la politica oggi ed il modo in cui veniva intesa qualche anno fa.

In caso di ballottaggio, potrete stringere accordi con altre forze politiche?

Sono gli altri che si devono preoccuparsi di questo perchè al ballottaggio ci vado io, quindi non è un problema che mi riguarda.

Quali sono stati i punti di riferimento principali per la sua formazione politica?

Più che dai politici, io sono stato influenzato dalle idee che ho maturato nel tempo leggendo e partecipando a conferenze, riunioni e convegni. La mia formazione politica non fa riferimento a qualcuno o a qualcosa  ma solo alle mie idee.

C’è una promessa che se la sentirebbe di fare alla cittadinanza molese e che rispetterà qualora dovesse eletto sindaco?

Se sarò eletto sindaco, come dicevo prima, devolverò tutto il mio stipendio ai cittadini più bisognosi.

Commenti 

 
#1 luigi 81 2010-03-26 16:07
complimenti al giornalista che ha condotto magistralmente l'intervista.ma stigmatizzo l'utilizzo improprio del mezzo web,che non sembra lasciare spazio alpluralismo ma piuttosto appare un cartello elettorale plubbicitario per Boccardi
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