Prosegue il ciclo di interviste ai candidati sindaci. Questa è la volta di Stefano Gaudiuso (Sinistra Unita pr Mola). A breve pubblicheremo l'intervista a Gianni Alberotanza (Centro del Buon Governo).
Stefano Gaudiuso, le va di presentarsi ai lettori di Molaweb?
Ho sessantacinque anni e dal primo aprile del 2009 sono pensionato. Mi occupavo di politiche comunitarie per la provincia di Bari. In questo ruolo ho potuto curare una serie di progetti transazionali in particolare con la Grecia e l’Albania. Ho tre figli e sono sposato. Come formazione, vengo dall’Azione cattolica dove ho ricoperto incarichi di rilievo prima come responsabile della sezione giovanile, poi come presidente della San Pancrazio ma sono stato anche componente della vicaria che comprende le parrocchie di Mola e Noicattaro. Dal 1983 sono giornalista pubblicista e ho contribuito a fondare due testate locali: “La sveglia” (1969) , che nacque come giornale dei giovani dell’Azione cattolica, e “Realtà nuove” (1975). Fece un po’ di scalpore la mia elezione al consiglio comunale nelle liste del PCI dove ero candidato come indipendente. Decisi di aderire a quel partito quando mi fu chiara l’assoluta autonomia dall’Unione Sovietica. Nel 1980 sono stato rieletto e nel 1985 ho anche ricoperto la carica di capogruppo al consiglio comunale. Nel ’90 ho deciso di non ricandidarmi ritenendo che fosse per me conclusa l’esperienza consiliare. Dopo la svolta della bolognina, che provocò scissioni anche a Mola, ho aderito al PDS di cui, pur essendo rappresentante di una corrente minoritaria, sono stato segretario fino al 1996 quando proponemmo alla coalizione di centro- sinistra la candidatura a sindaco di Enzo Cristino che al primo turno avrebbe vinto le elezioni. Mi fu così proposto l’incarico di assessore all’urbanistica, all’assetto del territorio e all’ambiente e decisi di accettare. Per agevolare l’attività edilizia ma anche per dare una risposta al bisogno di case che c’era a Mola sbloccammo tutte le maglie riservate all’edilizia residenziale pubblica.
Qual è stato il percorso che ha portato alla formazione della Sinistra unita per Mola?
Abbiamo registrato la possibilità di un percorso comune fra le tante anime frantumate della sinistra quindi Rifondazione comunista e Sinistra, ecologia e libertà propongono un’idea di unità molto sentita qui a Mola. Nonostante qualche perplessità iniziale da parte mia dato che da dieci anni non mi occupavo attivamente di politica, ho accettato di candidarmi a sindaco perché i compagni pensano che io possa essere ancora un punto di riferimento per le varie anime della sinistra,. Sono convinto che questo progetto darà buoni risultati. Abbiamo anche creato una lista civica di supporto (LiberaMente) che amo molto perché ha assunto come simbolo l’aquilone che vuole rappresentare il mondo dell’infanzia e dunque l’idea di “volare alto” pur mantenendo i piedi per terra, dunque senza perdere l’attenzione nei confronti del quotidiano.
Quali sono, a suo avviso, gli elementi positivi e quelli negativi che hanno caratterizzato la gestione della cosa pubblica negli ultimi cinque anni?
Un elemento critico è stato sicuramente l’assoluta trascuratezza del quotidiano, quindi penso alla scarsa manutenzione delle strade e alla poca attenzione nei confronti del patrimonio locale. Noi sappiamo che ben due scuole sono state chiuse per problemi strutturali e mi chiedo come siano stati investiti i fondi Urban considerando che su quelle scuole , in particolare sulla De Amicis, erano state impegnate risorse notevoli finalizzate ad interventi di manutenzione straordinaria. Queste situazioni hanno creato non pochi problemi ai bambini che frequentano quelle scuole e dunque alle loro famiglie. Poi c’è stata la scarsa partecipazione delle forze politiche che sono state coinvolte poco nei processi decisionali. Non è un caso se alcuni partiti sono usciti dalla maggioranza pur non essendo rappresentati all’interno del consiglio comunale, mi riferisco in particolare ai Verdi e a Rifondazione. C’è stato anche il mancato coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni che avrebbero e che stanno trasformando il volto della città. Ai tempi del PCI si facevano i preconsigli: quando si doveva approvare il piano regolatore della città ci furono vivacissimi incontri all’interno delle sezioni dei partiti dove chi partecipava aveva modo di esprimere la propria idea. Ritengo sia stato un errore da parte dell’attuale sindaco l’aver concentrato nelle sue mani un potere notevole che ha finito col dare la sensazione, probabilmente anche contro la sua stessa volontà, dell’uomo solo al comando. Tornando alla questione del quotidiano, basti vedere in che condizioni è tenuto il campo sportivo dove i liquami scaricano a cielo aperto, il ritardo con cui si sta dando avvio all’edilizia residenziale pubblica, il mancato controllo all’interno del PRU e l’assoluta trascuratezza di quelli che dovrebbero essere gli interventi pubblici sull’area del Cozzetto. Circa gli aspetti positivi, va sicuramente valorizzata la capacità di elaborare progetti complessi e di richiamare sul territorio ingenti risorse della comunità europea ma poi queste risorse bisogna gestirle correttamente e orientarle in modo positivo.
Quali sono i punti essenziali del vostro programma?
Il nostro programma si apre col problema della casa: abbiamo detto che rilanceremo l’edilizia residenziale pubblica e sociale. Da sottolineare, poi, il contenimento delle periferie perchè non è possibile continuare ad espandere il paese in maniera esponenziale quando abbiamo larga parte del centro abitato che viene abbandonato al degrado. Di qui la necessità di intervenire attraverso risorse pubbliche o una fiscalità agevolata per chi ristruttura una casa nel centro urbano. In questo modo si darebbe lavoro, soprattutto artigianale, alle imprese locali. Nel programma facciamo riferimento anche alla questione degli asili nido, alle attività produttive come quella agricola e ai diritti civili. Parliamo poi di una cosa solitamente poco considerata cioè il monitoraggio delle lame, essenziale per l’assetto del territorio perché in caso di alluvione noi rischieremmo grosso perché sono mantenute poco e male. Un altro aspetto che riteniamo prevalente è la questione della viabilità: non è possibile vivere in una città soffocata dalle macchine, quindi prevediamo il potenziamento delle zone pedonali e di quelle a traffico controllato, garantendo ad esempio la realizzazione di parcheggi periferici. Prevediamo un parcheggio di scambio nella zona della chiesa della Madonna di Loreto che potrà consentire la sosta dei mezzi pesanti come i pullman che devono sostare fuori dalla città, un parcheggio per veicoli a monte della scuola San Giuseppe dove ci sono gli spazi, il completamento del parcheggio appena accennato sulla via di Bari. Bisogna dare l’idea di un’inversione di tendenza, dunque mantenere l’attenzione ai grandi progetti senza mortificare la necessità di gestire il quotidiano.
In vista delle elezioni regionali, una delle questioni più dibattute è stata quella dell’acquedotto pugliese. Voi avete preso posizione?
Si, abbiamo fatto anche un volantinaggio per rendere nota la nostra idea. I cittadini sono molto sensibili a questo tema e a quello del nucleare. È evidente che l’ ìmpresa privata ha di mira il profitto e questo può mortificare le esigenze dei cittadini. Pertanto, l’acqua è un bene che deve restare pubblico. Quindi diciamo no alla privatizzazione dell’acqua senza se e senza ma.
Prima ha fatto cenno alla questione della centrale nucleare. Cosa ne pensa la Sinistra unita per Mola, considerando che proprio il territorio molese è stato individuato come uno dei possibili siti per la costruzione di una centrale nucleare?
Qui c’è una scorrettezza grandissima da parte del governo che pur avendo già a disposizione la mappa dei siti, fra l’altro è stata pubblicata da un giornale della famiglia Berlusconi, non la pubblicizza perché aspetta la conclusione delle elezioni regionali dato che evidentemente teme la reazione dei cittadini. Noi non abbiamo bisogno del nucleare e stiamo organizzando a tal proposito un convegno che si terrà il 22 marzo al teatro angioino. A coordinarlo sarà il prof. Franz Navach, candidato nella lista civica LiberaMente. Noi riteniamo che l’Italia, e la Puglia in particolare, abbiano tutte le caratteristiche per puntare sulle fonti alternative rinnovabili.
Secondo voi cosa bisognerebbe fare per risolvere definitivamente il problema della discarica di contrada Martucci?
La soluzione definitiva del problema si avrà con la chiusura e la bonifica della discarica. Inoltre diciamo no alle tentazioni di un eventuale ampliamento della discarica di cui si è vociferato. Sappiamo che è stata realizzata una discarica pubblica con soldi pubblici nel territorio di Acquaviva delle fonti, quindi riteniamo che bisognerebbe finalmente mettere mano a quella discarica.
Qual è secondo lei il rapporto della cittadinanza molese con la politica in questo momento?
Registriamo una forte sfiducia ed un distacco della cittadinanza dalla vita amministrativa e da quella politica anche se nel periodo elettorale c’è sicuramente un’attenzione maggiore.
Prima parlava del suo percorso politico. Quali sono stati i suoi punti di riferimento?
Ho guardato con un certo interessa alla Cristologia della liberazione che toccò il suo massimo consenso in America latina, quindi penso a Camillo Torres e monsignor Romero . Sono persone che hanno inciso non poco sulla mia formazione e sull’impegno politico. La Cristologia della liberazione traeva spunto dal vangelo ma anche dai testi di Marx quindi era poco tollerata dalla chiesa ufficiale. Poi naturalmente ho trovato larga parte di queste idee e di questa attenzione verso gli ultimi e verso i meno abbienti proprio nella politica del PCI.
C’è un impegno che te la senti di prendere con la cittadinanza molese qualora dovessi essere eletto sindaco e che comunque cercherai di rispettare anche in caso contrario?
Sicuramente l’impegno prioritario sarà quello per la casa, quindi l’assegnazione delle case popolari, e sarà essenziale ascoltare i cittadini quindi mantenere giorno per giorno la capacità di ascoltarli per venire incontro ai loro bisogni.
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