Martedì 07 Febbraio 2012
   
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NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA

acqua-rubinetto

Ci giunge un comunicato del gruppo Sinistra Unita sulla questione privatizzazione dell'acqua.

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L’ACQUA NON DEVE AVERE PADRONI: difendiaMOLA

Vogliono privatizzare la gestione dell’acqua: il centrodestra ha approvato la legge n.166 del 20/11/2009, che rende obbligatoria la presenza dei privati in tutte le società di gestione e, udite udite, per almeno il 70% del capitale. In altre parole il pubblico, anche se decidesse di restare nella Società di Gestione, non potrebbe esercitare alcun controllo.

Perché diciamo:

NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELLA GESTIONE DELL’ACQUA?

 

per non dover subire un aumento delle tariffe subordinato all’interesse del privato;

per non affidare alle multinazionali un bene necessario per ogni cittadino;

perché nessuna risorsa naturale può avere etichette e padroni;

perché ridurre i servizi pubblici in tempo di crisi economica significa mettere le mani direttamente nelle tasche dei cittadini, creando maggiore povertà ed indigenza;

perché non si può e non si deve trarre profitto dalla gestione delle risorse naturali, dell’energia, delle scuole, degli ospedali, dei servizi sociali e dei rifiuti.

Quando un bene acquista un valore significativo, esso viene immediatamente sottratto al pubblico per poi essere venduto al pubblico stesso. Possiamo chiamare questo processo semplicemente mercificazione.

È la sconfitta della politica, è la vittoria dei potentati economico‐finanziari, ha scritto recentemente padre Alex Zanotelli, invitando alla mobilitazione in difesa dell’acqua pubblica.

La cattiva politica è responsabile dell’inefficienza sin qua dimostrata nella gestione pubblica, avendo trascurato gli investimenti e la manutenzione, e avendo soprattutto distolto i fondi per elargizioni clientelari. Quindi tocca alla buona politica intervenire e dare un segnale di cambiamento. Le tariffe sono attualmente contenute, perché una parte del costo del servizio viene sostenuto dalla fiscalità generale, ed è giusto che sia così.

La risposta all’inefficienza di un’amministrazione pubblica corrotta non deve più essere “privato è bello”; è tempo di voltare pagina e di riappropriarci delle nostre risorse.

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