SABINO PESCE ANNUNCIA INCONTRO RISOLUTIVO PER MARTEDI'
Nico Berlen torna alla carica. La notizia della sua candidatura a sindaco di Mola, sulla quale torneremo a discutere nell’approfondimento, rimescola le carte nel centro-e-sinistra. Intanto, questo lieto fine piace molto al Pd, tant’è che il segretario del partito Sabino Pesce ha già fatto un passo indietro. “Per noi il candidato sindaco del centro-sinistra è Nico Berlen”. Contattato telefonicamente dalla nostra redazione, ha commentato così gli ultimi sviluppi di questa ultima e decisiva fase pre-elettorale.
Pino De Silvio dovrà perciò fare un passo indietro e rinunciare alla candidatura. D’altro canto, nella prossima settimana, i vertici delle due coalizioni di centro-sinistra e sinistra unita scese in campo avranno un'occasione per ricucire gli strappi, trovare una intesa, e poi eventualmente convergere tutti su Berlen. Serve un incontro risolutivo tra le parti.
BERLEN E’ IL NOSTRO CANDIDATO - “A fronte di questa novità - ha spiegato il segretario del Pd - abbiamo ritirato la nostra candidatura. Una scelta di coerenza, in linea con i nostri obiettivi. Già da martedì prossimo pianificheremo la campagna elettorale.”. Cade in questo modo anche il tabù delle primarie, proposta avanzata tempo fa dal Partito Democratico: risulterebbero a questo punto poco credibili. “Non è più tempo di primarie, che per quanto mi riguarda sono il valore aggiunto e non lo strumento di risoluzione dei problemi”.
Berlen mette d’accordo tutti? “Non banalizziamo il senso”. Secondo Pesce, quindici anni di buon governo dovrebbero quantomeno chiarire le idee: “Questa esperienza deve completarsi, Berlen va ricandidato e ora mi auspico che la coalizione di sinistra risolva i problemi interni. Mi auspico un ripensamento da parte loro”.
Sembra finito il tempo per le grandi manovre. “Ci sono stati contatti con le forze moderate - ammette Pesce - inutile nasconderlo, ma c’erano delle pregiudiziali con chi ha orbitato nel centro-destra. Per il resto, non abbiamo mai pensato di prendere un pezzo e lasciarne un altro. Mai pensato ad apparentamenti assurdi”.
IL SORPASSO - “Alcune forze politiche credo abbiano fatto fughe in avanti, mi aspetto un ripensamento” - conclude Pesce, a proposito della coalizione Sinistra Unita per Mola.
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Commenti
E' stata la Sinistra Unita a proporre le primarie dopo il ritorno scorretto di Berlen. In realtà, prima della ricandidatura dell'attuale sindaco, il Partito Democratico era assolutamente incapace di scegliere un proprio candidato sindaco a distanza di 2 mesi dalle elezioni comunali ed io personalmente, reputo la cosa molto grave per un partito come il PD. Significa che all'interno dello stesso partito latita la Politica (con la P maiuscola) a favore invece di altro e non certamente della collettività.
La Sinistra Unita in questo scenario si è posta come collante tra il PD e l'IdV che, giustamente, stanco dell'inefficienza del PD molese, ha proposto in tempi utili un suo candidato sindaco che prontamente è stato rifiutato dai "democratici".
Si parlava addirittura di una fuoriuscita di Desilvio dal Pd (pronto ad aderire all'ennesimo cartello elettorale di Rutelli- Alleanza per l'Italia in direzione Udc) nel caso in cui la sua autocandidatura non fosse accettata.
La verità è che i dissidi li ha creati il Partito Democratico nel centrosinistra, un dissidio che forse è stato creato dall'attuale sindaco con una decisione che sembrava presa per cognizione di causa (a seguito di un PD che per 5 anni lo aveva lasciato SOLO al comando, facendo pesare su di lui l'intera macchina politico-amministrativa molese). La Sinistra Unita è davvero UNITA ed è pronta a difendere la sua unità non svendendola nè ai capricci politici di qualcuno, nè alle lotte tra "titani" all'interno del Partito Democratico.
Sinistra Unita ha tentato sino all'ultimo di unire il centrosinistra contro il candidato PdL Stefano Diperna, ma il Partito Democratico, da 5 anni, agisce in assoluta autonomia e sordità provocando terremoti politici di questo calibro.
L'eventuale sconfitta di Berlen sarà forse la riprova della loro incapacità politica e della loro scarsa presenza politica sul territorio.