Dichiarazione dell’ex sindaco e dell’ex assessore all’ambiente di Mola di Bari sull’articolo “Vade retro, rifiuti” pubblicato dalla Gazzetta del Mezzogiorno il 23 giugno 2010.
Abbiamo letto basiti l’articolo pubblicato oggi dalla Gazzetta del Mezzogiorno dal titolo “Vade retro, rifiuti” (“IL CENTRO STOCCAGGIO VOLUTO DALLA GIUNTA BERLEN SEMBRA NON PIACERE A NESSUNO”) in cui sono riportate le affermazioni di Stefano Gaudiuso, consigliere comunale di Sinistra Unita-Liberamente, e l’impegno dell’Amministrazione comunale per non realizzare nel quartiere Trinità il centro comunale di raccolta dei rifiuti provenienti da raccolta differenziata (CCR). Nell’articolo Stefano Gaudioso afferma che “Nel Centro di stoccaggio andrà a finire ogni sorta di rifiuto, anche pericoloso. A tutto questo si aggiunga l’aggravante che il Centro sarebbe a totale gestione privata”, mentre il Sindaco Diperna si dice “Disponibile a ricercare un sito più idoneo. Magari utilizzando lotti non assegnati nella zona Pip”.
Ci corre l’obbligo di segnalare, quasi in forma didattica, che:
- I CCR sono aree attrezzate con contenitori idonei e custodite, che consentono ai cittadini il conferimento dei rifiuti urbani differenziati secondo tempi e modalità definiti dalle amministrazioni comunali (nell’articolo viene anche fatto l’elenco dei rifiuti, solo che vengono indicati come pericolosi: riprendiamo un altro passaggio dell’articolo: “Nel Centro andrà a finire ogni sorta di rifiuto, anche pericoloso: imballaggi in legno, vetro, metalli, ingombranti, sfalci e potature, pneumatici fuori uso, rifiuti da attività di demolizione, rifiuti biodegradabili e prodotti rivenienti dalla pulizia dei camini, batterie ed accumulatori, farmaci scaduti, tubi fluorescenti, oli e grassi commestibili e non, e altro ancora.”: sono più pericolosi quei rifiuti o queste affermazioni?
- Le “Linee guida per la realizzazione di centri comunali di raccolta” (deliberazione della giunta regionale 23 aprile 2009, n. 645) affermano che "Preferibilmente il centro dovrà essere localizzato all'interno del perimetro urbano e, in ogni caso, (...) facilitare l'accesso degli utenti" (art. 2).
- Il progetto fu approvato all’unanimità in commissione consigliare.
- Il bando promosso dalla Regione Puglia, che ha permesso al nostro Comune di ottenere un cofinanziamento di oltre 300mila euro per la sua realizzazione, prevedeva che ogni domanda di ammissione al cofinanziamento fosse corredata, oltre che dal progetto, da un preciso programma di utilizzo dei centri che consenta ad ogni cittadino il migliore utilizzo degli stessi. Una volta realizzati, i centri potranno garantire anche una puntuale contabilità delle tipologie e delle quantità conferite da parte dei cittadini ai quali potrà essere riconosciuto un premio in termini di riduzione tariffaria, secondo il principio “più differenzi meno paghi”. Inoltre, i centri potranno essere utilizzati per attività formative e di sensibilizzazione con il coinvolgimento delle scuole, delle associazioni o dei semplici cittadini. Ogni centro dovrà essere attrezzato con un locale di ricevimento e con contenitori differentemente colorati in funzione della tipologia dei rifiuti: carta, plastica, vetro, alluminio, ingombranti (divani, poltrone, mobili, materassi, ecc.), apparecchiature elettriche (frigoriferi, televisori, computer, elettrodomestici, ecc.).
- Il Comune di Mola colse al volo l’opportunità del bando regionale per il cofinanziamento dei CCR perché il “Progetto per la riorganizzazione delle modalità di gestione dei Rifiuti Urbani”, redatto dalla società ESPER, quello che poi ha portato alla gara per il nuovo servizio di raccolta dei rifiuti basato sul “porta a porta” spinto in tutta la città (che speriamo venga attivato al più presto per non continuare a subire un servizio fatiscente), prevede di raggiungere subito il 50% di raccolta differenziata e la realizzazione nel territorio comunale di Mola di Bari di un “Centro Comunale di Raccolta di Rifiuti Urbani raccolti in modo differenziato”, perché “la pianificazione di un moderno sistema di gestione dei rifiuti urbani deve prevedere la realizzazione di adeguate strutture, dislocate nel territorio, di supporto ai molteplici circuiti di raccolta, al conferimento separato, allo stoccaggio ed al trattamento dei materiali stessi.”
- Il conferimento delle varie tipologie produrrà un sicuro miglioramento del “decoro urbano” e assicurerà indubitabili effetti di miglioramento dei servizi di raccolta dei rifiuti.
Quindi, per favore, prima di inciampare nei… rifiuti, invitiamo tutti ad essere più attenti e a non gridare “al lupo, al lupo”, perchè a forza di gridare “al lupo, al lupo” i veri pericoli a lungo andare non vengono più recepiti (si veda la questione della chiusura della discarica in contrada Martucci su cui non ci sembra ci sia la stessa attenzione!).
Nico Berlen e Pietro Santamaria
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L'ARTICOLO PUBBLICATO SU 'LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'
• MOLA IL CENTRO STOCCAGGIO VOLUTO DALLA GIUNTA BERLEN SEMBRA NON PIACERE A NESSUNO
«Vade retro, rifiuti»
La protesta del quartiere Trinità condivisa da sindaco e minoranza
ANTONIO GALIZIA
• MOLA. Quartiere «Trinità» in subbuglio: nessuno vuole il Centro di stoccaggio per i rifiuti differenziati davanti alle proprie abitazioni. Nel Centro andrà a finire ogni sorta di rifiuto, anche pericoloso: imballaggi in legno, vetro, metalli, ingombranti, sfalci e potature, pneumatici fuori uso, rifiuti da attività di demolizione, rifiuti biodegradabili e prodotti rivenienti dalla pulizia dei camini, batterie ed accumulatori, farmaci scaduti, tubi fluorescenti, oli e grassi commestibili e non, e altro ancora. L’elenco dettagliato è riportato nel progetto, redatto dall’ingegner Giuseppe Velluzzi, allegato alla delibera numero 227 del 2009 della Giunta comunale.
Si tratta di rifiuti speciali, alcuni dei quali molto pericolosi per la salute. Infatti il progetto prevede anche la realizzazione di pozzetti per la captazione del percolato.
Al fianco dei residenti si schierano anche le forze politiche di entrambi gli schieramenti. A esprimere pieno dissenso su una scelta che appare pericolosa è Stefano Gaudiuso, capogruppo consiliare della lista «Sinistra Unita-Liberamente»: «Pur trovando condivisibile sul piano generale la decisione di creare un Centro di stoccaggio - spiega Gaudiuso - consideriamo sbagliata la decisione di realizzarlo in un’area a ridosso delle abitazioni, con tutti i problemi che ciò potrà comportare per l’igiene e la salute pubbliche. La zona - sottolinea -, tipizzata “F” (attività collettive) dal vigente Piano regolatore, è quella striscia di suolo di circa 5mila metri quadrati sita sul prolungamento di via Mangini, tra via Einaudi (ex via Vecchia Turi) e la via Vecchia per Conversano-Pozzovivo, da qualche anno densamente popolata e che ospita diverse attività artigianali (officine meccaniche, falegnamerie e altro). Nel Centro di stoccaggio - attacca Gaudiuso - andrà a finire ogni sorta di rifiuto, anche pericoloso. A tutto questo si aggiunga l’aggravante che il Centro sarebbe a totale gestione privata», rimarca.
«Disponibile a ricercare un sito più idoneo» si è dichiarato il sindaco Stefano Diperna (Pdl). «Magari utilizzando lotti non assegnati nella zona Pip», ribadisce il primo cittadino, eletto a fine marzo scorso.
Se così non dovesse essere, il gruppo «Sinistra Unita-Liberamente» già annuncia azioni di protesta: «Ci opporremo con tutte le nostre forze all’insediamento del Centro di stoccaggio su via Mangini, chiamando alla mobilitazione tutti gli abitanti e gli artigiani del quartiere Trinità».
Il progetto. Con la delibera del 24 novembre 2009, la giunta Berlen, con la piena condivisione dell’allora opposizione di centrodestra, approvò il progetto preliminare per la realizzazione di un Centro di stoccaggio per rifiuti urbani raccolti in maniera differenziata. Il costo previsto è di 450mila euro, 300mila dei quali finanziati dalla Regione e 150mila a carico del bilancio comunale.
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