Martedì 07 Febbraio 2012
   
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LA BARI DA BERE DI NICOLA LAGIOIA

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Proseguono con grande successo le iniziative del Presidio del libro di Mola che martedì 23 febbraio ha ospitato presso il castello angioino Nicola Lagioia, autore di un romanzo intitolato Riportando tutto a casa, una storia che narra della Bari anni Ottanta attraverso lo sguardo di un gruppo di amici (Giuseppe, Vincenzo ed il narratore) le vicende dei quali sono ottimamente incastonate con gli avvenimenti che hanno caratterizzato l’Italia e l’Europa dal 1984 al 1989.

BARI DA BERE - La Bari raccontata da Lagioia ricorda per vari aspetti la celeberrima Milano da bere, caratterizzata dall’apparente benessere, dal rampantismo dilagante e da una smania di arricchimento che viene prima di tutto.

Lo scrittore barese “ridisegna” la sua città all’interno di un romanzo che non è autobiografico ma che, allo stesso tempo, narra di una realtà cittadina che Nicola ha attraversato quand’era adolescente: un quartiere murattiano dedito a quello che oggi chiamiamo fighettinismo e, situata a poca distanza, una Bari alternativa dove fiorivano i gruppi musicali. Poco più in là, quartieri completamente diversi da un punto di vista sia strutturale che sociale, il Cep e Japigia.

Per alcuni aspetti, Riportando tutto a casa è anche il manifesto di una generazione figlia di quella rivoluzionaria che aveva caratterizzato gli anni Sessanta e Settanta, ma è anche una generazione che proprio in quel periodo avrebbe assistito ad uno dei più tragici disastri ecologici di sempre (Chernobyl) e che di lì a poco sperimenterà su sé stessa i risultati di quella profonda involuzione che proprio con gli anni Ottanta ha avuto inizio.

ADORNO E IL FUTURO DELLA POESIA - Oltre all’autore del libro, erano presenti all’incontro Annella Andriani, responsabile Presidio del libro, e Annamaria Minunno, giornalista di Antenna Sud. Rispondendo alle domande che gli sono state fatte anche dal numeroso pubblico presente,  Nicola Lagioia ha elogiato la letteratura italiana contemporanea e ha detto che, a suo avviso,  l’obiettivo di uno scrittore dovrebbe essere quello di smentire quanto disse Adorno sul futuro della poesia dopo la tragedia di Auschwitz.

Pubblicato da Einaudi, Riportando tutto a casa è un romanzo in grado di coinvolgere emotivamente chi ha vissuto quel periodo e di affascinare anche chi per ragioni anagrafiche non conosce l’atmosfera che si respirava in quegli anni. Per il titolo del libro, lo scrittore barese ha tratto spunto dall’album Bringing It All Back Home di Bod Dylan.

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