Martedì 07 Febbraio 2012
   
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SAINT ROCK FESTIVAL A MOLA: LE FORMAZIONI

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Il 25 agosto, ore 20.30, l’antico Palazzo Roberti di Mola di Bari è stato la cornice del “saint rock festival”, manifestazione artistico-musicale organizzata dal circolo culturale ARCI di Mola e giunta alla quarta edizione grazie ai riscontri positivi destati nelle precedenti edizioni.

Oltre ad essere un festival che predilige il genere rock nelle sue varie striature e derivazioni, il “saint rock” è una vera e propria vetrina diafana che si è posta il fine di lanciare artisti e band emergenti nel mercato inflazionato della discografia, avendo un seguito raro per manifestazioni giovanili, la cui arte purtroppo è troppo spesso accantonata da logiche aziendali che quasi mai pubblicizzano l’arte come mezzo di comunicazione ed espressione.

Fatta questa breve premessa entriamo nel merito della serata.

Sul palco allestito nell’atrio del palazzo, poco dopo l’ingresso, tra suggestioni psichedeliche di giochi elettronici, fari colorati puntati disparatamente su ogni angolatura della dimensione spaziale e fumi teatrali volti alla creazione di un maxi-concerto da stadio,dinnanzi ad un pubblico gioviale e accorso numeroso anche da paesi e zone limitrofe, si sono esibiti, per questa prima serata festival, i NOVAETERE, i MON REVE ed EVA.

Questa girandola di gruppi ha dato vita ad un “live” dal grande impatto emozionale. Quando immaginiamo il “ROCK”, i nostri pensieri trascendono dalla realtà,immergendosi in una saint-rock-festivalretrospezione che parte dai contesti musicali degli anni 60 della diva “rockn’roll”, degli anni 70 con le tipiche sonorità degli organi hammond, dei suoni psichedelici, dei virtuosismi dell’ ”hard rock” e della protesta sociale differente nei modi e nei messaggi del “punk”, del “metal” e della generazione pacifista del “potere dei fiori “ e della “folk music”, degli anni 80 con l’introduzione di tastiere-synth e drum-machine, strumentazioni di alta tecnologia in un mondo che stava ormai cambiando e si apprestava ad entrare di gran carriera nell’era della tecnica,dei computer,della musica composta su internet.

Le tre formazioni esibitesi sul palco, oltre ad aver mostrato un ottima tecnica e padronanza del palcoscenico,hanno ricordato al pubblico come la nuova avanguardia musicale sia attenta sicuramente all’evoluzione storico-sociale ed ai suoi cambiamenti, senza però tralasciare il ricco retaggio rock della musica dei decenni trascorsi; infatti numerosi sono state nelle sonorità proposteci nella serata gli spunti e i riferimenti al passato,un bagaglio culturale dal quale intingere con cura per fondere con ciò che è più moderno,contaminando la propria musica senza però mai scimmiottare vecchi repertori.

Special guest della serata è stato Paolo Iacoviello, in arte PaoloGatto, artista  decisamente eclettico.Studia recitazione all’accademia nazionale delle arti drammatiche, per poi approdare alla arti circensi. Nel “live”ha  affiancato le sue qualità vocali di interprete a quelle di attore e regista,regalandoci momenti di puro rock elettronico alternate a intimiste ballate, momenti di trascinante groove a passaggi di raffinato pop d’autore, riuscendo a stabilire un fortissimo contatto empatico con il pubblico presente.

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