STAMANI ASSEMBLEA A ROMA. SABATO INCONTRO A MONOPOLI.
I pescatori appendono le reti al chiodo, minacciano nuovi scioperi e proteste: “Ci hanno trattati quasi fossimo criminali, le multe a punti sulla licenza di pesca, il gasolio alle stelle. Vogliono toglierci il lavoro”. Non si placano le rivolte a Mola e Monopoli: la crisi del gasolio segna tra l’altro un rialzo dei prezzi – da 38 centesimi al litro nel 2009 ai 55 attuali – rischiando di piegare il settore e comprometterne la normale attività.
A mettersi di traverso c'è anche la comunità europea. I marinai, stretti nella rete dei provvedimenti sempre più stringenti e soffocanti, dovranno fare i conti con il regolamento comunitario numero 1967: le reti a maglia di 52 millimetri introdotte dal regolamento farebbero perdere ingenti quantità del pescato.
Intanto, dopo l’incontro dei due alti rappresentanti delle marinerie di Mola e Monopoli nella sede della cooperativa “Madonna d’Altomare”, ora il timone passa all’assessore monopolitano per le attività produttive, Pierantonio Munno. Sabato 8 maggio alle ore 11,30 nella sala «Terre Parlanti» presso gli uffici comunali di vico Acquaviva l’amministrazione comunale di Monopoli incontrerà l’Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia Dario Stèfano e l’Assessore Caccia, Pesca e Risorse Marine della Provincia di Bari Francesco Caputo, per affrontare le tematiche inerenti la grave crisi che sta attraversando il settore della marineria.
Per l’Assessore alle Attività Produttive Pierantonio Munno, "la convocazione mira a recepire e condividere le proposte che la categoria intende formulare per arginare le vessazioni che le norme comunitarie di imminente attuazione imporranno al comparto, già duramente provato dal continuo aumento del costo del gasolio".
Oggi a Roma c’è grande attesa per lo stato di agitazione e l’assemblea rivolta anche alle Regioni. "Se non otterremo risposte - avverte Nicola Parente, armatore molese - promuoveremo altre iniziative. Le maglie delle reti sono troppo larghe, la crisi è dura, a fine mese ormai non ci si arriva più. Le istituzioni non vogliono più farci fare questo mestiere."
Il braccio di ferro con l’Unione Europea, troppo pressante in materia di pescicoltura e pesca a strascico ha messo in agitazione le acque; ora si temono nuovi provvedimenti nell’ambito della pesca volante.
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