Sabato 19 Maggio 2012
   
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LA DISCARIA CHIUDE: SENTENZA DEL TAR

discarica-manifestazione
Il Comune di Conversano ha vinto il ricorso al TAR contro il sopralzo deciso dalla Provincia e contro il decreto del 30 dicembre 2009 col quale Nichi Vendola ha dato altri 180 giorni di vita alla discarica privata della Lombardi Ecologia.
Un fatto tanto straordinario quanto inaspettato. Quello che avrebbe dovuto fare il Commissario Vendola e il Presidente Schittulli, l’hanno fatto i giudici amministrativi: la chiusura del terzo lotto e del suo panettone.

Infatti, questa mattina è stata emessa la sentenza con cui il TAR Puglia ha posto fine allo sversamento dei rifiuti in contrada Martucci, creando un vero precedente giurisprudenziale, trattandosi della prima volta in cui un ricorso contro decisioni afferenti gestione rifiuti, decreti commissariali e ordinanze provinciali viene accolto – tra l’altro in tempi piuttosto rapidi rispetto ai canonici. Avremo modo di entrare nel vivo della sentenza non appena l’avremo nelle mani.

Quali sono gli scenari che si aprono, in parte, lo ha già anticipato l’assessore Lorenzo Nicastro nell’intervista che ci ha rilasciato due giorni fa: i rifiuti dei 21 comuni dell’ATO BA/5 saranno trasferiti fuori bacino.
È facile prevedere un aumento dei costi di smaltimento che, secondo quanto detto da Vendola a Conversano, potranno anche triplicarsi. L’emergenza che, fino a ieri l’Assessore regionale all’Ambiente ha sostenuto non ci fosse, potrebbe far seriamente capolino nel bacino che raggruppa tutti i comuni del Sud-Est barese.

Una situazione difficile e paradossale. Il Bari 5 è l’unico ATO ad aver realizzato gli impianti imposti dal Piano regionale, impianti osannati, di cui la Regione è andata decantando le virtù circa la loro capacità di risolvere in via definitiva il problema dello smaltimento dei rifiuti. Ora questo ATO si trova con una discarica stracolma all’inverosimile, con i “miracolosi” impianti che non funzionano così come dovrebbero, con le imprese titolari della gestione degli stessi che da nove mesi comunque introitano profitti e con i cittadini dei 21 Comuni che oggi si ritrovano a scegliere tra portare fuori bacino i loro rifiuti o tenerseli nei cassonetti per strada.

Chi sono i responsabili di una siffatta situazione? Chi si accollerà i maggiori costi dello smaltimento dei rifiuti dovuti a questa situazione?

Siamo di fronte a un servizio impiantistico di pubblica utilità la cui costruzione e gestione il pubblico ha affidato ai privati. Possibile che la Progetto Ambiente Bacinio Bari Cinque S.r.l. da tutta questa storia ci debba comunque guadagnare e a rimetterci debba essere solo chi obbligatoriamente paga la TARSU?

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