Martedì 07 Febbraio 2012
   
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A MOLA IL POLPO BATTE BANDIERA VIETNAMITA

polpo

UNA TRUFFA AI DANNI DEI CONSUMATORI


L’estate 2010 è la stagione del pesce taroccato. Se n’era discusso già in un incontro a Monopoli, nella primavera scorsa, quando i pescatori appesero le reti al chiodo per protestare contro le nuove direttive europee. Oltre alle maglie a reti più larghe, il settore deve fronteggiare la crisi del pesce tarocco, che proviene in particolare dai paesi dell’Est, a costi decisamente inferiori, ma con conseguenze non proprio rassicuranti sul piano igienico sanitario.

Su Repubblica la denuncia: “da settimane in molte regioni italiane, specie Puglia, Campania e Toscana, va in scena una versione ipergrottesca delle nostre pescherie, dove pesci per lo più importati dall’Est vengono spacciati per altri o venduti come locali.”. Noi, mesi fa lanciammo l’allarme a seguito dell’incontro di Monopoli dove fu rotto finalmente il tabù.

Pesci esteri spacciati per leccornie locali, a danno delle marinerie molesi, e pugliesi più in generale.

IL POLPO VIETNAMITA - A Mola, per esempio, va di moda il polpo vietnamita surgelato e distribuito addirittura in nelle pescherie della città molese, spacciato per pesce locale. Per non parlare poi del pangasio, pesce di fiume tailandese venduto come filetto di cernia. Dal Pacifico settentrionale e dal mare di Bering arriva il pollak stagionato, che magicamente diventa merluzzo fresco. E ancora, lo squalo smeriglio del Mediterraneo si fa mansueto e passa per un pesce spada. Tante altre specie ancora.

Il prezzo del pesce taroccato è fino a otto volte inferiore rispetto all’originale. La Capitaneria di Porto di Molfetta, per esempio, ha scoperto una vera e propria truffa: squalo smeriglio acquistato da una pescheria a 2,50 euro al chilo, e rivenduto come pesce spada fresco a 19 euro. La tracciabilità del prodotto, in questi casi è una chimera, e spesso, ai controlli, il fenomeno passa inosservato.

Diffidate dunque, dagli spacciatori del mare, in particolare dai grossisti, bagarini del mare, che vendono e rivendono, distribuiscono nella grande distribuzione e sui banchi senza etichetta.

 

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Commenti 

 
#1 poveri noi 2010-08-07 19:20
mio dio che schifo
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