Martedì 07 Febbraio 2012
   
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PESCA: PROTESTE IN PREFETTURA. IL RICHIAMO A BRUXELLES

licenze-pesca

LA PAROLA PASSA A BRUXELLES

TATARELLA: 'L'articolo 9 prevede l'esame di impatto'

DIPERNA: 'Un vero disastro economico'

 

Sit-in di protesta stamani davanti alla Prefettura di Bari. I pescatori non si danno pace. A dieci giorni dall’entrata in vigore del contestatissimo regolamento europeo, e a una settimana dalla consegna delle licenze a Mola, Monopoli e Molfetta, le istituzioni locali e provinciali scendono al fianco dei marinai.

“La protesta è giustificatissima - il commento del sindaco di Mola, Stefano Diperna - qua si stanno ponendo le basi per un vero disastro economico.”

Il regolamento, esiste da 3 anni, come spesso abbiamo evidenziato, e divide comunque il fronte dei pescatori e delle istituzioni su una possibile convergenza che sia in grado di tracciare una linea d’azione comune. Qualche anno fa, quel regolamento evidentemente aveva un senso. Con le reti più larghe i tecnici di Strasburgo hanno cercato in qualche modo, di fronteggiare l'impoverimento della fauna ittica. Oggi si cercano altre soluzioni.

Ci prova l’onorevole Salvatore Tatarella. “L’articolo 9 del regolamento prevede che venga fatto l’esame di impatto dei nuovi regolamenti e dell’introduzione delle reti larghe - osserva - tuttavia questo esame è stato calendarizzato per il 2012.” Troppo tempo. Non si può aspettare fino al 2012, e per questo Tatarella presenterà una richiesta formale di anticipo dell’esame.

L’assessore regionale Dario Stefàno assicura: “Stiamo lavorando sulle misure biologiche da adottare. Chiederemo un fermo biologico prolungato.”

Le affermazioni di Stefano, tuttavia non convincono, se è vero che un fermo biologico prolungato, come osservato più volte anche su queste colonne, costerebbe milioni di euro, a fronte delle magre casse regionali. Di più. I pescatori non hanno ricevuto gli indennizzi del 2009.

“Il regolamento è adatto ai mari del nord. Nel settore della pesca i paesi del nord Europa comandao. I paesi frontalieri che non fanno parte della comunità europea non hanno regole comunitarie e possono pescare così come decidono. La frittura di paranza in commercio non è quella locale. Non dico attenzione, che questa sia avariata. Dico solo che quella d’importazione non è prodotto locale.”. E’ l’opinione di Giancarlo Sardano, che insiste sul caro gasolio, un aspetto piuttosto trascurato dagli altri giornali, non il nostro che accende i riflettori sul caso 'monopolio': “Il gasolio - rivela Sardano - incide del 60% sui costi totali.”

Fiducioso l’assessore monopolitano Pierantonio Munno: “Da noi la protesta è alquanto civile. Si attendono proroghe o comunque maggiori interventi politici”.

La delibera delle giunte comunali di Mola e Monopoli, l’incontro atteso tra il Ministro Galan e l’assessore regionale Stefano, al quale hanno partecipato le associazioni di categoria e Giuseppe Spinosa vicepresidente nazionale dell’Anapi. Poi il vertice in Commissione Senato. Infine, la protesta di stamani in Prefettura. Questi gli sviluppi recenti della crisi. Ora la patata bollente passa a Bruxelles, che dovrà prima o poi dare uan risposta. A prova di comunità, si spera.

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rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

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